Naufragio

 

Ossa e seppia.

Ossa del mio poeta preferito, e nero come la seppia il mio umore personale. Ossa che mi fanno male, mentre l’odore acro della seppia mi tiene sveglia anche se tu dormi. Ossi di seppia per chiederti scusa, ma scusa di cosa le mie ossa non sanno. Il poeta suona e io strimpello: mentre dovrei dormire, mentre potrei toccarti, mentre farei volentieri una camminata sulla spiaggia. Mano nella mano, ossa nelle ossa, seppia invisibile nel buio di questa notte. Notte rubata, sprecata, ubriaca di ossa rotte e ricomposte.

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