Risveglio

 

Gli occhi incollati, un colpo di tosse, l’urgenza del bagno, manca la corrente, niente telefono, niente i-pad, cerco un libro, un fumetto, un Topolino, niente di niente si trova in questa stanza, che poi è una casa, un monolocale, a dire il vero un ex lavatoio, una mansarda diventata casa quasi per caso, forse per gioco, a costo mille o poco più grazie a chi c’ha messo mano, a chi c’ha lavorato, sudato, a chi ha incollato le mattonelle, a chi ha portato su i mattoncini, un frigo rimediato, una cucina dei nonni, un letto a una piazza e mezzo, un divano ad angolo, ma niente corrente oggi, nessun giornale da portare in bagno nella routine mattutina, rassicurante, sempre uguale, a volte in due a volte no, un tempo in sei o poco meno, un tempo il bagno era una grossa bacinella blu, era l’acqua che trasbordava, era i dispetti dei miei fratelli, le risate di mia sorella, ora mia sorella si è sposata, io mi faccio la barba la mattina, non ho una bacinella ma il tetto spiovente, ho gli occhi più scuri di un tempo, quaranta paia di scarpe, altrettante magliette o poco più, calzini, pantaloni, orologio, anelli, bracciali e sono pronto se su un foglio appunto ciò che ho fatto o che dovrò fare, per sentirmi più sicuro, per sentirmi più completo, per ricordarmi di annotare ogni viaggio in futuro che diventa più reale, o più lontano in questo giorno in cui esco da una porta che chiudo a chiave e canto Tanti Auguri a Me nel giorno del mio compleanno.

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